Mi piace passeggiare per la zona più vecchia del paese di Prato Sesia. Via Garibaldi, Via della Libertà, Via Frà Dolcino e poi su fino alla Torre. Mi attira
l’idea di osservare le vecchie case, le botteghe chiuse con le serrande arrugginite, i vecchi portoni restaurati o decadenti. Un paesino come tanti altri della zona, caratteristico e denso di storia.
Vi nacque Dolcino Tornielli, intorno al 1250. Frà Dolcino, l’eretico.
La storia vuole che fosse figlio di un prete spretato. Ebbe la possibilità di studiare perché la conoscenza del latino e delle sacre scritture era buona.
Nel 1290 entrò nel movimento degli apostolici. Essi vivevano di digiuni e preghiere in povertà assoluta, lavorando o chiedendo la carità, non praticavano il celibato, predicavano l’ubbidienza alle scritture e ai precetti evangelici. L’insegnamento che ne traevano era volto alla disobbedienza ai pontefici, alla predicazione dei laici, prevedevano un imminente castigo celeste dovuto alla corruzione dei costumi ecclesiastici. La loro dottrina scatenò l’ira della chiesa di Roma ed i dolciniani furono accusati di essere eretici.
Dolcino pensava che la storia della chiesa si dividesse in quattro epoche distinte. Predicava che fosse imminente l’avvento di un tempo finale che avrebbe determinato l’ordine e la pace dopo il regresso della chiesa del tempo.
L’accusa di eresia lo portò alla cattura e all’uccisione sul rogo nell’estate del 1307.
La storia di Dolcino non finisce qui ma è ancora viva e il conflitto tra sostenitori e detrattori è sempre aperto. Fatti, iniziative o avvenimenti, nati per ricordare Frà Dolcino, hanno sempre creato discordia tra chi cerca di opporsi e negare e chi vorrebbe tenerne viva la memoria.
Nel trecento gli inquisitori gridavano “Maledetto fra Dolcino!”. Ancora oggi, questo anatema viene ribadito e lo spirito di Dolcino ritorna…
I like to walk through the oldest area of the small town of Prato Sesia. Via Garibaldi, Via della Libertà, Via Fra Dolcino and then up the tower. I love to see
the old houses, old shops closed with rusty shutters, old gates restored or decaying. A village like many others in the area, full of character and history.
Here was born Dolcino Tornielli, around the year 1250, who was to be become Brother Dolcino, the heretic. It is said that he was the son of a defrocked priest. As knowledge of the scriptures and Latin was worthwhile, he took the opportunity he was given to study them.
In 1290, he entered the apostolic movement. They lived in fasting and prayer in absolute poverty, working or asking for charity, but did not practice celibacy, obedience to either the scriptures or the precepts of the gospel. The doctrine they practised was intended to be disobedient to the Popes, to preaching by the laity, and foresaw an impending doom due to the corruption of church morals. Their doctrine evoked the wrath of the Church of Rome and the Dolcinians were accused of being heretics.
Dolcino thought that the Church history was divided into four distinct periods. He preached that it was near the imminent arrival of a
time that would fix order and peace after the decline of the church of the age.
The accusation of heresy led to his capture and his execution at the stake in the summer of 1307.
The story does not end here. Dolcino still has a big influence. The conflict between his supporters and detractors is always open. Facts, events or initiatives created to remember the monk, have always fostered discord between his opponents and people who would keep his memory alive.
In the fourteenth century inquisitors shouted “Cursed be Brother Dolcino!” Even today, whenever this curse is reaffirmed Dolcino’s spirit comes back …





Commenti su: "Dove nacque Frà Dolcino (The birthplace of Frà Dolcino)" (2)
Il tono del tuo racconto ha un chè di romantico e la suggestione delle immagini é forte. Verrebbe voglia di fare un salti in quei luoghi, in quell’epoca. I Dolciniani sono stati portati alla conoscenza di molti da Il nome della rosa di Eco, sebbene l’omonimo film abbia avuto piú spettatori che il libro lettori. Molti ricordano Salvatote e il suo “penitenziagite”
Hai ragione, anche a me incuriosisce molto quel periodo storico! Ho letto il libro e l’ho preferito al film (come succede di solito…) e poi ogni tanto mi piace girovagare per la zona: tra i resti dei castelli, delle chiese, delle torri… hanno sempre un ché di romantico, curioso e sinistro! Mi ricordo “penitenziagite”!!!
Adesso vorrei leggermi questo libro “Fra Dolcino e gli Apostolici tra eresia, rivolta e roghi” http://www.ilgrido.org/Grido%20-%20letteratura/recensioni/fra_dolcino.htm